Tutto ciò che avreste voluto sapere...

...e non vi ho mai detto . Blog a carattere soteriologico/settario. Tutte le verità nascoste di MelissaTres e del suo mondo di psicopatici.
venerdì, 30 gennaio 2009

On Air


Dream On..As your bony fingers close around me

Long and spindly

Death becomes me

Heaven can you see what I see




Hey you pale and sickly child

Youre death and living reconciled

Been walking home a crooked mile




Paying debt to karma

You party for a living

What you take wont kill you

But careful what youre giving




Theres no time for hesitating

Pain is ready, pain is waiting

Primed to do its educating



Unwanted, uninvited kin

It creeps beneath your crawling skin

It lives without it lives within you



Feel the fever coming

Youre shaking and twitching

You can scratch all over

But that wont stop you itching



Can you feel a little love

Can you feel a little love



Dream on dream on



Blame it on your karmic curse

Oh shame upon the universe

It knows its lines

Its well rehearsed



It sucked you in, it dragged you down

To where there is no hallowed ground

Where holiness is never found



Paying debt to karma

You party for a living

What you take wont kill you

But careful what youre giving



Can you feel a little love

Can you feel a little love



Dream on dream on...On Air
sabato, 23 giugno 2007

Una giornata qualsiasi

Eccoci lì,tutti e quattro.Io schiacciata sui sedili anteriori di quel cassettone a quattro ruote,con al mio fianco lui,quello di turno,e davanti la mia amica,l'altro a guidare.Una pioggia torrenziale,fitta e sottile,mi rendeva impossibile scorgere il paesaggio,grottescamente noir,dal mio finestrino appannato.A manovella ancora,come nelle vecchie auto,che quasi non si trovano più.Sbuffo e poi sorrido,calando lo sguardo sui rivestimenti marroncini ,in moquette,dei sedili.Lui mi parla,io non lo ascolto neppure.Sorrido trovando analogie con la vecchia Alfa di papà.

Chiudo gli occhi e finalmente,il cassettone imbocca un cancello alto,mezzo arruginito,che si apre in un cigolio su un vialetto di ghiaia sottile e bagnata.Come la pioggia e la nebbiolina umida che ci circonda.Ho caldo,e tra le salite e le discese del viale,cerco di non scivolare sulle suole piatte delle mie scarpe basse.Ogni tanto mi volto ad osservare la compagnia.Voglio solo un letto pulito e qualcosa da buttare nello stomaco.

Da bravi ospiti,sorridiamo tutti,se pure stanchi e sgradevoli con il nostro aspetto trasandato,in un trionfo di convenevoli e frasi d'occasione.E' il momento di separarci,e lui...cosa volete che mi chieda,lui? Ammiccante,sornione,come sempre viscido,mi domanda se ho intenzione di dividerne la camera da letto.L'osservo attenta,indecisa,quasi inconsciamente rassegnata,eppure è come se non riuscissi a distinguere i tratti di lui.Tutto poco nitido e sfocato,come durante il tragitto.Tutto noir.

Sorrido stentata,scuoto il capo e diniego.Comincio a salire un gradino,poi un secondo.La prima rampa.La seconda.Mi fermo sul pianerottolo,rimanendo in silenzio ad ascoltare: eccoli là,ognuno per conto suo.Ognuno con il suo partner domenicale,prefissato,preconfezionato.Prevedibile.Oh si,com'è tutto prevedibile.

Entro in una stanza,dal parquet chiaro,a liste,e richiudo la porta dietro di me.So che è la sua stanza.Sorrido,lei è già adagiata sul letto ad angolo.Osservo l'enorme libreria e mi ricordo di un discorso,fatto con lei,su quel mobile zeppo,quasi sovraccarico di roba.Mi dice che c'è una lista,dove posso trovare ciò che cerco.Lei,la figlia del padrone di casa.Non la guardo e mi concentro sui foglietti ordinati,rilegati,compilati a mano con inchiostro blu.Li sfilo dalla cartellina di plastica trasparente ,un po' satinata,che li contiene,ma non capisco molto.Sono tutti cifrati.Butto in un angolo il libretto,chiedendole che musica preferisca,che di sottofondo c'è qualcosa di melenso.Mi siedo a bordo letto.Un cenno d'intesa.Ogni tanto le sussurro qualcosa: per quanto sembri tenere le redini del gioco,sono passiva,come sempre.Con la mia ansia,di raccontare.

Ci vuole poco,troppo poco.E nello stesso istante in cui arriva,prepotente,con quel vago retrogusto di peccato,mi alzo di scatto,con la fronte pallida ,imperlata di sudore.Lo sguardo sbarrato.Scappare.

Sono le quattro di un afoso pomeriggio di giugno.Il sole a battere,centimetro dopo centimetro,l'asfalto deserto e desolante.Io trotto con la mia borsa arena portata di tre quarti su una spalla.Che strano,anche di questo percorso,le avevo raccontato.Mi infilo,con la mia tessera scaduta,all'interno del complesso sportivo.Un silenzio quasi opprimente.Opprimente,come quella sera.Come ieri sera.Mi fermo ad osservare la superficie dell'acqua clorata : non so neppure se ho ricordato di mettere o meno il costume,nella borsa.Cosa ci faccio lì,con la mia tessera scaduta,e senza asciugamani?

Mi guardo intorno spaesata,ed ecco che appare,un'amica bionda,che non ho mai conosciuto.Io so,che lei sa.Sa della mia tessera,e del mio asciugamano,e probabilmente,anche lei,si trova nella stessa situazione.Mi ammicca mostrandomi una rampa di scale,sotterranee ,che non avevo mai visto.Strano,le dico.Eppure sono anni che vengo qui,a nuotare.Scendiamo insieme,ed ecco che ci troviamo nella seconda piscina,del complesso.Una grande vasca,affollata di gente che fa acqua gym,e che scivola,senza soluzione di continuità,in un'altra,molto più profonda." Ecco" mi dice " i miei amici qui,fanno le prove d'immersione".Osservo tutti,fare movimenti strani,a me completamente ignoti,e scuoto il capo.Possibile non ci sia una corsia,una soltanto,libera,normale,dove possa far due bracciate?

Non ottengo risposta.A noi si uniscono altri tre o quattro ragazzi e chiacchieriamo.Ognuno di noi,scopriamo,ha velleità ed aspirazioni artistiche.Sogni malinconici,e un po' deludenti,quasi prematuramente accantonati,di un pugno di ex adolescenti.Ad uno di loro viene la brillante idea : dice che sa chi può aiutarci .Così usciamo dal complesso,ormai è tardi,quasi buio.Gli abiti sembrano quasi aver mutato forma,sotto quella luce crepuscolare.I miei capelli sono raccolti,elegantemente,dietro la nuca,fermati da un pettinino di strass.Come le dive d'altri tempi.Eppure io diva non sono.Giungiamo ad un palazzo,ci fermiamo sotto l'imponente portone novecentesco.Attendiamo risposta dal citofono gracchiante,le targhette scolorite dal tempo.Eccolo,il ragazzo alto e bruno,di una bellezza semplice e disarmante,pronuncia una parola.Sembra uno scioglilingua,qualcosa che non intendo,ma che sembra quasi a concerto,con il colore della sua cravatta.

Così saliamo le scale,sempre più storte,sempre più bislacche,oltre il cortiletto interno.Io a capo dell'onirica,circense truppa di giovani.Sui miei tacchi bassi ed eleganti.Scavalcando passamanerie.Compiendo passaggi,che non immaginavo sarei riuscita a superare.Ma dovevo.Se non sono mai stata agile,dovevo imparare ad esserlo : infondo io ero a capo,e loro seguivano me.Soprattutto il bel ragazzo con la cravatta. Finalmente,quella salita infinita,termina e quello che mi trovo di fronte è strano,bislacco : sembra l'ambientazione di un film di fellini.Ombre soffuse e calde,abat-jour.Lampade (che strano,anche di questo,con lei avevo parlato !) da terra,con grossi paralumi di broccato e tanto di frangia.Una donna,con un vestito di raso bronzo e i capelli,raccolti,ci da il benvenuto.Io rimango ferma a cavallo dell'ultima passamaneria,mentre lascio andare gli altri avanti.Osservo in silenzio,ma so,che lei,vuole me.Si avvicina e mi porge,gentile,con i suoi modi affabili e perfetti,un contratto.Si tratta di un corso di scenografia ,piuttosto costoso.Aggrotto la fronte e comincio a divenire sospettosa.Il prezzo non è conveniente,non ci sono garanzie,e la scenografia,non è mai stato esattamente il mio obiettivo.Eppure mi affascina.Così mi siedo intorno a quel tavolo di legno scuro e lucido,ovale.Minimalista e assurdamente retrò allo stesso tempo.In punti strategici eleganti,minuscole,coppette dai colori pastello,ricercati,di ceramica lucida e smaltata.Oh si,com'è tutto ricercato.

Mangio la frutta secca,e ascolto distratta le parole della donna,che ci illustra le mirabolanti prospettive della sua scuola d'arte .Una cineasta.O un'abile venditrice di fumo? in realtà non la sento neppure,sono troppo concentrata sui suoi tratti : è palese.Me ne accorgo soltanto ora,tra la carta di riso,e le lampade art decò.Sotto quei capelli biondi,il modo affabile,ricercato,sotto quel vestito di raso elegante,si cela il corpo di un uomo.Lo si vede bene,dai tratti del volto,nascosti dal trucco e dal cerone: ma come fanno gli altri a non vedere? Tutti sorridono,io li guardo in cerca di un minimo cenno di perplessità.Scruto alla disperata ricerca della più piccola incrinatura sui loro volti,della più celata perplessità.Nulla.

Torno ad osservare attonita l'uomo travestito e apro la bocca come a pronunciare parola.Lui mi guarda.Ha un fremito delle labbra dipinte.Deve aver capito.Mi passa un piccolo biglietto di carta di riso,con due righe,scritte sopra,mentre continuo ,meccanicamente,incredula,ad affondare le dita,nella coppetta dell'uva passa,molle,straordinariamente grande,e dipinta d'azzurro,per essere in tinta con ciò che la contiene.

"Sono senza un soldo". Questo il messaggio segreto ,passatomi dall'uomo travestito.Mi accorgo della sua miseria,la comprendo.Eppure non provo odio,solo infinita tenerezza,per quel vecchio grottescamente tramutatosi in donna,per sopravvivere.Rimango zitta,abbassando lo sguardo,sulla mia e sulla sua povertà.

Poi,il buio.

In un bagno di sudore,mi sveglio di soprassalto,con lo sguardo sbarrato sulla vicina,che innaffia le sue rose.

postato da MelissaTrespass alle ore 13:55 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria: confessioni, inutilità, inquietudini, verità neppure tanto nascoste, appunti onirici


Chi sono

Utente: MelissaTrespass
Nome: Vittoria di Samotracia
Un essere,un essente.Entità ontologica trascendentale.Immanente imminente.Disturbata laureanda ormai laureata.Nullità cava.Tautologia napoletana.Una che ama.


  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


Partecipano

Foto recenti

Vedi altri media

Bottoni

  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading*volte