Tutto ciò che avreste voluto sapere...

...e non vi ho mai detto . Blog a carattere soteriologico/settario. Tutte le verità nascoste di MelissaTres e del suo mondo di psicopatici.
venerdì, 30 gennaio 2009

On Air


Dream On..As your bony fingers close around me

Long and spindly

Death becomes me

Heaven can you see what I see




Hey you pale and sickly child

Youre death and living reconciled

Been walking home a crooked mile




Paying debt to karma

You party for a living

What you take wont kill you

But careful what youre giving




Theres no time for hesitating

Pain is ready, pain is waiting

Primed to do its educating



Unwanted, uninvited kin

It creeps beneath your crawling skin

It lives without it lives within you



Feel the fever coming

Youre shaking and twitching

You can scratch all over

But that wont stop you itching



Can you feel a little love

Can you feel a little love



Dream on dream on



Blame it on your karmic curse

Oh shame upon the universe

It knows its lines

Its well rehearsed



It sucked you in, it dragged you down

To where there is no hallowed ground

Where holiness is never found



Paying debt to karma

You party for a living

What you take wont kill you

But careful what youre giving



Can you feel a little love

Can you feel a little love



Dream on dream on...On Air
venerdì, 11 luglio 2008

Bologna la secca

Sarà che fa caldo, sarà che passato il tornado Buzzetti c'ho poco da fare, sarà che il clima appiccicoso della palude, mi impedisce di dormire serenamente, ma ormai alcuni dubbi cominciano ad assalirmi feroci.

Di ritorno dal chioschetto scrauso di via Zamboni, mi sono (come al solito) collegata su m's'n' (o meglio sul programmino malefico che uso in sostituzione sul mio mac) e ho preso a chiacchierare con una mia collega. Sembra che ormai la moda imperversi ovunque: peggio della peste del '600, il Male si diffonde in ogni angolo, penetrando ogni cellula celebrale disponibile. Anche oggi sento parlare in ordine di:

diete

palestre

palestre

diete

diete

ancora diete

Io mi guardo allo specchio, con le terga spaparanzate e sorridenti e bofonchio: possibile mai che qui siano tutti così maledettamente secchi e così maledettamente fissati?

Il ritrovato del secolo (in realtà in circolo da diversi anni) oggetto della nostra discussione è questo: un arnese infernale cui (mi dicono) ti legano a forza (quindi sostanzialmente non c'è possibilità di discesa: una volta che si è su o si pedala o si pedala) in modo che tu possa continuare ad agitarti rimanendo nello stesso punto di una stanza dieci metri per due foderata di linoleum/fintoparquet puzzolente di sudore altrui, tutti uno in fila all'altro come carcerati nell'ora d'aria.



E se questo stesso arnese lo si proponesse a qualche avventore di Caracas, o, chessò di Calcutta? Probabilmente se lo mangerebbero a pezzi o, nel primo caso, tenterebbero di farci un Cuba Libre. Certo che è strano. Strano sentire di questi discorsi. Strano porsi questi problemi. Io.

Io che la massima attività che intendo svolgere è arrivare a via Lanzi, all'altro capo della città, per tentare di iscrivermi ad un circolo scacchistico. Io che il mio massimo problema è capire come migliorare il mio mediogioco. Io che sono sempre stata come sono, e mai avrei desiderato altro. È assurdo anche il solo porsi il problema: che mi stia paludizzando?

Sorseggio un té freddo (di quelli scrausissimi, che bevevo a ettolitri da bambina) e mi godo il ventilatore, cercando di capire come battere il mio mac.



mercoledì, 09 gennaio 2008

Speciale Ballarò - Ancora sull' "Emergenza" Rifiuti a Napoli -

Mi ero ripromessa di non scrivere più sulla questione. Avevo giurato e spergiurato di non trattare determinati argomenti in questo spazio. Ma la gravità degli eventi e l' indignazione profonda che provo in questo momento, sono tali dal costringermi a sprecare ancora due parole su questa vergogna tutta italiana.

Il tutto nasce dalla visione in prima serata di noto talk show della rai sul tema "rifiuti & co.". Graditi ospiti di Floris, il vicentino Gian Antonio Stella, reduce dal suo recente successo editoriale (La Casta, scritto con S. Rizzo), un sempre verde Roberto Castelli, ex ministro di Giustizia berlusconiano, nota docente della Luiss ,  Raffaele Bonanni Segretario Generale Cisl , il sottosegretario alla presidenza del consiglio Enrico Letta e niente popò di meno chè Umberto Galimberti, fiore all'occhiello del panorama filosofico italiano, ordinario di Filosofia della Storia nell' Università Ca' Foscari di Venezia in collegamento da casa sua, deduco dalla scenografia posticcia che si intravedeva alle di lui spalle. Sinceramente mi trovo in grande difficoltà nel dover cominciare ad esprimere pareri sullo spettacolo che mi è stato offerto da mamma rai anche stasera. Tra le svariate amenità propinate ad un telespettatore presumibilmente cerebroleso, non saprei quale scegliere come incipit del mio indignato (si è capito che sono incazzata, si?) discorso.

E' stata una goduria vedere come ognuno di questi signori, cercava di scaricare il proprio barile di zozzeria e malcostume tipicamente italiano, al proprio vicino di poltroncina in falso rattan marcato ikea . Il non plus ultra è stato raggiunto dall'illuminato Stella, unitamente ad altro soggetto di cui, grazie a Dio, non rimembro l'identità nè la specifica funzione. "La colpa è del Napoletano", sostiene Stella, quest'essere misto lana, creatura mitologica a metà tra Pullecenella e Fred Flinstone, che nella sua rozza inciviltà, "non fa la raccolta differenziata". Ora di differenziato qua, secondo me, c'è una cosa sola: ed è la corrente che ha attraversato i cervelli di questi signori, probabilmente in età prescolare. Ho già dimostrato in precedenza e spero in modo esaustivo come l' "emergenza" rifiuti, non sia affatto tale, ma uno status quo che, de facto sussiste da decenni in Campania (e non solo, visto che il problema dello smaltimento rifiuti, se pure non raggiunga i livelli post-apocalittici del partenopeo, è questione che interessa più o meno tutta la penisola). Ora mi impegnerò a confutare quest'ennesima castroneria di quest'irresponsabile classe politicante salottifera. Io sono nata a Napoli. Ci vivo da circa 24 anni, mese più mese meno. E sono quasi DIECI ANNI che faccio raccolta differenziata nel mio quartiere. E sono DIECI ANNI che PUNTUALMENTE vedo svuotate le famose CAMPANE del vetro, della plastica e via discorrendo INDISCRIMINATAMENTE INSIEME AGLI ALTRI TIPI DI RIFIUTI. Alle due di notte, ovviamente.

Quindi, ricapitolando, la colpa della Sacchett Invasion dovuta al caso Monnezzopoli, secondo il luminare Stella, è del napoletano che non ha controllato alle due di notte (tanto il napoletano che tiene di meglio da fare? si sa che non lavorano, no?) dove andassero a finire i suoi rifiuti rigorosamente divisi per sacchetti di colore diverso prima dello smaltimento urbano. Esagerazioni? No. Pura e semplice deduzione (qualche lezione di logica, ancora me la ricordo evviva dio). Ma il dato più sconcertante lo riscontro parlando della questione con qualche amico extra-partenopeo, a piena dimostrazione dell'effetto assolutamente traviante dei mezzi di comunicazione in Italia. Infatti mi ci è voluta buona mezz'ora, con tanto di documentazione reperita on-line, per convincere l'ignaro cittadino extra-partenopeo che "quelli di Pianura" non stanno a manifestare contro i termovalorizzatori (inceneritori), ma perchè, appellandosi ad un GIUSTO E SACROSANTO DIRITTO ALLA SALUTE, non vogliono la riapertura della discarica di C. Pisani. Perchè? Lo ripetiamo ancora una volta, visto che il 90% della popolazione pare dura di comprendonio. In risposta all'emergenza campana, il Governo ha ben pensato di piazzare PROVVISORIAMENTE i rifiuti in questa discarica, ormai stracolma da decenni. Non credo ci voglia un geologo o meglio un chimico per capire quanto possa essere rischiosa tale operazione visto lo stato attuale del sito a rischio di VERO E PROPRIO DISASTRO ECOLOGICO. E a dirla tutta, in Campania, un termovalorizzamunnezza c'è. E' ad Acerra. Del perchè non sia mai andato a pieno regime in tutti questi anni di "emergenza", è rimasto e rimarrà un arcano mistero.

Ma lor signori, nel salotto pseudo politico allestito da Floris, di questo sembrano fregarsene bellamente. Tutti preoccupati della "figuraccia" fatta con l'Europa intera. Il rischio che malattie antidiluviane come la peste, il colera o il vaiolo, roba praticamente da terzo mondo, si diffondano nella terza città d'Italia, non li sfiora nemmeno. Non è di loro competenza. Non possono occuparsene, visto che sono troppo occupati a pendere dalle labbra di Moody's, un veterano nel rating dei livelli sociali, economici e politici delle varie nazioni (neppure loro hanno granchè da fare, a quanto sembra).

Cercano "responsabilità" (leggiamo e ripetiamo tutti insieme "tentano di scaricare barile") e intanto la gente rischia la pelle. Si additano gli uni contro gli altri e intanto i rifiuti continuano a bruciare per le strade delle periferie di Napoli e dintorni.

I giovani continuano a sorbirsi maria de filippi e ad occuparsi di tutto fuorchè di ciò che veramente importa.

Opinionisti, politicanti, giornalisti, tutti a pendere le labbra dall'ultimo opinionista, politicante, giornalista estero indignato per la situazione e sembrano non capire che questa è solo la punta di un grosso, enorme iceberg. Un iceberg che si chiama saturazione. Di un sistema, di un ordinamento, di un qualcosa che NON VA. Di una presa di coscienza sempre più forte di UNO STATO CHE NON C'E'.

La colpa è del "popolo" napoletano (poi qualche eminente antropologo mi spieghera che è , sto "popolo napoletano"), all'insegna del più disgustoso provincialismo. Concordo, è del "popolo", di noi FESSI che abbiamo ELETTO sta gente.

La colpa è dell' "amministrazione locale", nel più classico rifiuto della Responsabilità sociale ? E' vero. E dove diamine stava il governo che doveva fare da GARANTE e da SUPERVISORE a questa amministrazione?

Domande che lascio aperte, per ora. A domani, ulteriori commenti sulle varie ed eventuali trattate da questo specchio catodico dell'italiana società, e dell'italiana modalità di approccio ai problemi, mentre, ancora una volta voglio far riflettere sullo stato in cui Napoli versa. E non parlo della spazzatura. Parlo della polveriera, che sta diventando.

Questa potrebbe rivelarsi solo la miccia.

lunedì, 07 gennaio 2008

Intermezzo - "Emergenza" Rifiuti a Napoli -

Dunque, non sono solita in questo blog, trattare di argomenti d'attualità a sfondo pseudo-sociale, pseudo-politico, pseudo-intellettualistico. Tutto questo andrebbe contro l'idea di base sottesa allo spazio da me creato, volutamente settario, di nicchia: topos- outopos dove sostanzialmente parlare dei cazzi miei. Tuttavia c'è qualcosa che ha forzatamente attirato la mia attenzione in questi giorni (direi che ha attirato l'attenzione indignata dell'intero globo terracqueo): l' Emergenza Rifiuti nel partenopeo. Se ne sta parlando da ore, da giorni, come se si trattasse di una "novità" portata dal nuovo anno. Eppure così non è. Ormai più che abituata ad un giornalismo italiano sempre più strillone, da mercato del pesce travestito da salotto bon-ton, onestamente non ho dato granchè peso alla "notizia" che di "nuovo" appunto ha ben poco. Io, giUovin signora laureata, abitante della "Napoli bene", quella che va da San Martino al Vomero, dalla Riviera di Chiaia al tres chic PosillipoDiUnPostoAlSole, ho pensato al solito specchietto per le allodole, alle solite polemiche, al solito allarmismo pre-elettorale da quattro soldi (visto che per l'opposizione si è ad un passo dalle elezioni anticipate da un anno e mezzo buono). Finchè non parlo con un amico mio, abitante della Napoli un po' meno bene...quella di Pianura, di Giugliano, di Scampia; posti che sembrano tanto lontani da farci esclamare davanti ai roboanti titoli dei giornali " ma questa non è Napoli ! " nelle più disparate occasioni. Più che di "un posto al sole" qua si sta parlando di "un posto sotto al sacchetto". Della spazzatura, ovviamente.

E' guerra civile.

Pare nessuno l'abbia ancora capito. Per me, emigrante travestita da specializzanda universitaria, bambocciona ventiquattrenne figlia di mammà e papà (certo non ho avuto la fortuna di essere nata per concezione immacolata come forse par voler suggerire un nostro amato ex presidente del consiglio, in merito alla propria ontogenesi) è stato un colpo dritto al cuore. E' guerra civile. E' insurrezione popolare, di cui nessuno pare aver capito (o abbia VOLUTO capire) le motivazioni.

Perchè Pianura (quartiere periferico di Napoli, per chi non ne fosse ancora a conoscenza) insorge, quindi? Riporto le notizie ricevute in diretta da un autoctono di questa nuova bidon-village: perchè non si vuole riaprire la vecchia discarica di Contrada Pisani già stracarica da decenni e a rischio di disastro ambientale. Intanto i rifiuti raggiungono in periferia i primi piani delle abitazioni, rischiando di soffocare (è proprio il caso di dirlo) anche la Napoli Bene (non sia mai !). I bambini non possono andare a scuola, gli adulti non riescono agevolmente a raggiungere i loro posti di lavoro. Si è paralizzata un'intera città a causa dei sacchetti: il tutto ha un che di vagamente surreale. Ma torniamo al centro del problema...abbiamo detto che s'è parlato di "emergenza" e di "notizia", lo ribadiamo, come se lo stato di cose fosse una novità per Napoli o per la Campania in generale. Per chi non volesse dar credito alla buona fede mia o degli altri abitanti della greca "città del sole e del mare" (attualmente entrambi invisibili causa monnezza), rimando ad episodio accadutomi nel pomeriggio.

Sono giorni che non faccio altro che sentire gente strillare, politici azzuffarsi, presidenti eliminare dal proprio vocabolario la parola "dimissioni". Giornali che sgomitano per un posto in prima fila davanti alle discariche assediate di turno, manco si trattasse del S. Carlo. Avvocati che gridano "è uno schifo", signore impellicciate che mugugnano "è una vergogna", sindaci che ripetono "io l'avevo detto". Ma nessuno che sappia spiegare con decenza e rigore le cause di Monnezzopoli (perdonatemi il neologismo poco chic). Per chi a Napoli ci vive da una vita e "certe cose le sa" e "le ha sempre sapute", ci vuol poco a capire che si tratta d'appalti truffaldini, di camorra e amministrazione corrotta e marcia alle sue basi. Ma i nostri Siori Giornalisti? Che ne parlano? Ma quando mai...E allora l'unica risorsa per provare a capirci qualcosa (non dico trovare una soluzione, eh...che noi cittadini possiamo trovare soluzioni? quello è compito di altri, del governo, dello stato, della provincia, dei preti, quello che volete voi, ma sempre di un Altro è il problema) è il ricorrere alla Santa Rete Internet, protettrice di quelli che "vogliono sapè". Faccio appunto un "giro in rete" e cosa trovo? Questo qui. Leggo, vado avanti e scorro le parole. Parole che sembrano "fresche di stampa", ma...ma cosa vedono i miei occhi? In calce la data riportata è quella di LUGLIO 2006 . Ma come, mi dico ? E questi che diamine stavano aspettando? che morissimo tutti di colera nel miglior folklore di tipo secentesco?

E signori, signore..che per caso o per fortuna, vi siete imbattuti in queste quattro righe, qua stiamo parlando di una testata giornalistica annomata "La Repubblica", mica di un giornaletto locale da quattro soldi ! E allora di che "Emergenza" si tratta, dunque?

Voglio riportare per la gioia di voi tutti, monnezzati letterati e non, l'etimologia del termine usato:  e|mer|gèn|za 1) l'emergere e il suo risultato; sporgenza (e ci sta tutto visto l'impressionante SPORGERE dei rifiuti dai loro cassonetti); 2) improvvisa difficoltà, situazione che impone di intervenire rapidamente.

Improvvisa? Alla faccia dell'improvviso: sono anni che l' "emergenza", come la chiamano loro, c'è, si fa sentire (è il caso di dirlo) proprio sotto il nostro naso. Lo subodoriamo anche noi, quelli della "Napoli bene". E allora il governo dove sta? le istituzioni che fine hanno fatto? Questo "intervento rapido" quando avevano intenzione di fornircelo?

E le signore di Pianura continuano a sventolare le loro ricevute di pagamento: ben 196 euro per un appartamento di 60mq in periferia. E i signori di Pianura, piazzati davanti alla discarica della vergogna, minacciano di far saltare la rete idrica di Napoli.

Ri|vo|lu|ziò|ne: necessaria conseguenza, alla reiterata presa per i fondelli da parte dell'ordine costituito.

Vittoria Cristiano, Monnezzopoli, 07/01/08.

sabato, 05 gennaio 2008

Quando ti ritrovi un' "amica" stronza - Atto Primo -

Miei cari, amatissimi, estranei , FanZ, questa sera andrò a raccontarvi di una storia comune, forse a tratti anche banale. Vi racconterò una di quelle cose, come se ne sentono tante in giro. Uno di quei simpatici episodi che si raccontano di tanto in tanto la sera, al bar, davanti ad un bicchiere sporco e due noccioline stantie. Uno di quegli avvenimenti che accadono un po' a tutti: infondo a chi non è capitato di avere un' "amica" stronza?

Torniamo indietro nel tempo: torniamo ad una paffuta signorina di circa 19 anni, con i capelli ricci e gli occhioni scuri, al suo primo o secondo anno di università. L'avete riconosciuta? Si? Si, sono io. Bei tempi, quelli. In cui tutti insieme si usciva, si rideva, si aspettava l'alba ridendo. Eravamo io, la "migliore amica" (che per privacy chiameremo Sara Picazzo), un omino buffo e simpatico (che per convenzione chiameremo L'uomo del silenzio) ed un satanico biondino (che per convenzione chiameremo Ricchioncello, in alternativa semplicemente Lo psicopatico).

La Picazzo, uscita da una vorticosa storia quinquennale con individuo dedito all'uso di sostanze non propriamente legali, se la faceva con L'uomo del silenzio, mentre la Paffuta Universitaria intesseva una tenera amicizia con il satanico Ricchioncello. Ed è qui che nasce la trama di una delle più avvincenti SOAP OPERA che abbia mai vissuto:

L'ex della Picazzo torna alla base e il povero Uomo del silenzio viene relegato in seconda battuta. Il Ricchioncello comincia a disvelare la sua piena e totale natura di Psicopatico nei confronti della nostra Paffuta Eroina, ormai inciampata come una pera cotta nel proprio istinto da crocerossina. I rapporti tra la Picazzo e L' Uomo del Silenzio si azzerano, mentre la Paffuta cade nel vortice di una relazione-non relazione con il Ricchioncello, odiata misteriosamente ed in apparenza senza motivo alcuno dall'altrettanto misterioso Uomo del Silenzio.

MA....COLPO DI SCENA Siori e Siore !

La Paffuta dribla, scarta, scatta, sta per tirare....ce la può fare...ce la può fare...GOAAAAAAAAAAAL : maagnifico sfanculamento del Ricchioncello a favore della libertà di pensiero, del diritto alla libera trombata e alla dignità umana !

Siamo soltanto all'ottobre dell'ormai lontano 2004....come andrà a finire quest'affascinante mescolanza di amori e dissapori, di celebrità partenopee ed intrighi a tinte fosche???

Lo scopriremo nella prossima puntata.

Continua....

domenica, 14 ottobre 2007

Come calli ai piedi...

Caffè freddo in una tazzina brecciata e sigaretta nella sinistra, mentre scorro con lo sguardo sullo schermo: la curiosità è sempre stata un mio pessimo vizio ed in effetti  mi porta a tirare fuori cose, facce, immagini, che, il più delle volte, sarebbe stato meglio dimenticare.

Mi sento quasi fuori legge a scrivere di questa storia, quasi avessi paura che qualcuno, che lui, potesse scoprirmi.

Spulciando la rete, in uno zapping telematico da domenica pomeriggio, mi imbatto in una curiosa recensione: inarco un sopracciglio, strizzo gli occhi e mi metto a leggere avidamente. Un colpo al cuore: lo schermo sputa fuori caratteri che mi pungolano nell' orgoglio, io sorrido beffarda, di rimando, amaramente consapevole, che, infondo, "era destino".

Così, mentre io mi diletto a scrivere saggi filosofici sul pecorino sardo prodotto da Jonas, nelle sue vacanze italiane, tu, tu mio caro P. F. pubblichi racconti per conto della "Coniglio editore".  E si, ti lascio il nome puntato, che infondo, il coraggio di pronunciare di nuovo il tuo nome, non ce l'ho: non è curioso?

A distanza di cinque anni, vengono a galla ricordi rimossi di amoretti liceali (no, non corrisposti, ovviamente) e quasi quasi mi viene da fare il punto della situazione, ma provo troppa vergogna forse, per poter stilare sommari bilanci esistenziali.

Tutto quello che avrei voluto essere, lo sei stato tu. Tutto quello che avrei voluto fare, l'hai fatto tu. E bravo, P.F. I miei complimenti, P.F. Congratulazioni che non avrò mai il coraggio di farti, naturalmente. Ammesso e non concesso che il tuo cervello radical chic si possa ancora ricordare di me. E alla fin fine, ci spero, che si sia dimenticato che non ci farei di certo una grande figura.

Mi rendo conto, di non essere poi molto diversa, dalla buffa ragazza bionda, un po' grassoccia, goffa, testarda e ricciuta che ti portava regalini sotto casa: gesù...quant'è dura fare i conti con sè stessi. Con quel riflesso di sè, che proprio si fatica ad accettare. Magari ora sono bruna, magari ora sono radical, magari ora ho una parvenza di contegno, magari ora sono più politically correct.

< Quanto ho odiato carla. Quanto l'ho invidiata. Quanto avrei voluto essere, come lei. Se ci penso, mi faccio quasi tenerezza. E l'altra? com'è che si chiamava, l'altra? Ma si..quella con cui convivevi...scherzi della memoria.

Ma sai che forse, pezzi di quei racconti me li avevi anche letti? O forse erano altri? Non ricordo adesso...Cosa curiosa: come fa la gente a sparire dalla memoria? Non fosse stato che per un caso, avrei continuato bellamente ad ignorare la tua esistenza, o il fatto che questa, per brevissimi attimi, si è incrociata indirettamente, con la mia. >

E' così che, a volte ritorni : come quei calli ai piedi, che fanno male quando c'è cattivo tempo.

Sempre stata metereopatica.

<E' liberatorio poterti scrivere, sapendo che non mi leggerai mai. Zero rischi, zero problemi, no? Il ricordo di te non mi procurerà mai altro desiderio che quello di voler sprofondare almeno tremetrisottoterra.> Eppure io me lo immagino un ipotetico, surreale, incontro, fra noi due:

"E così scrivi per la tv, P.F.? Che sorpresa ! Bravo ! Come? cosa faccio io? oh beh..io sto scrivendo una magnifica tesi su metodologie etiche criteriologicamente rilevanti riguardo i problemi fondativi di tipo metafisico. Cos'è una metodologia criteriologicamente rilevante? Una variante del pecorino sardo. Il teatro? oh no, non seguo più..sai, gli studi, gli impegni...Se ho scritto qualcosa? beh, no. Non ho partecipato ad alcun concorso. Oh, si. E' stato un piacere anche per me, P.F. "

A volte penso di non avere avuto abbastanza coraggio nella vita, o forse di averne avuto troppo non so.

 Il punto è che sono ancora qua e ancora non ho deciso che farmene, della mia vita (si che palle che palle, lo so, miei cari, estranei, lettori le solite domande esistenziali di topo gigio), non sono neppure capace di stabilire se devo trasferirmi o meno dalla poltrona al divano.

La decisione non è categoria che mi appartiene, a quanto pare.

 

P.F., 25 anni, nato a Na, vive a Rm dove si occupa di tivvù, scirve su un giornale e gioca molto a doom 3.

 

E io?

mercoledì, 03 ottobre 2007

E la vita la vita, e la vita l'è bela l'è bela

Miei cari, affezionati, estranei lettori, so che vi sono molto mancata in questi lunghi mesi d'afosa assenza, ma eccomi qui, fresca e pimpante come una rosa ad aggiornarvi sulle mie mirabolanti vicissitudini.

Martedì 2 ottobre, ore 12, studio della Somma Massima Eccellenza Oliva: incontro ravvicinato del terzo tipo.

Sudo freddo, mentre ripenso alla radicalità criteriologicamente metafisica delle minchiate che ho scritto nel mio splendido fac-simile di tesi.Una cosa che mi sarei presa a schiaffi da sola, se semplicemente fossi riuscita a smontarmi una mano dal rispettivo braccio per usarla a mo' di badile sui denti.

Mi sorbisco pazientemente un'ora e passa di ramanzina, stringendomi la borsa di pelle radical-ermeneutic-filosofic-chic quale novella Pulzella d'Orleans, pronta a sacrificare la sua vita terrena a più nobile causa.Eroicamente conscia del mio altrettanto eroico destino, adotto la strategia del silenzio, accantonando momentaneamente l'idea inconsciamente accarezzata, di vestire gli scomodi panni di novella produttrice di saggi filosofici sul pecorino sardo.

L' assistente mi parla, ma a un certo punto il mio pensiero vola a certi mufloni e faccio fatica a replicare coerentemente sulla fondatività di certi principi etici (o morali, ancora non si è capito bene- comincio a sospettare non lo sappia manco la comunitàdiricercacomuneperunmondomigliore criteriologicamentepsicopatica -): mi limito a sgranare gli occhioni lucidi da raffreddore incipiente e cerchiati indegnamente da metri quadrati di occhiaie, mentre mi domando se non faccio già abbastanza tenerezza così, di mio.

Ad occhi bassi, il mio interlocutore a un certo punto mi dice che "comunquescrivobene" e questo basta al mio super-ego super-narcisista super-superficiale. Sta bene. Mi riapproprio mestamente delle paginette corrette, in rigoroso Book Antiqua (che fa molto figo -oltre che prendere spazio notevole -) e mi fermo in piazzetta a cianciare vanamente con due o tre esemplari della fauna locale.

Becco nuovamente l' amica Sandra, esaurita da un esame surreale di pensiero stupendo: tappa d'obbligo al kestè prima e a donnalbina poi.Andiamo a casa del suo tipo e comincia un delirante rush scopo esame filosofia del linguaggio: quattro ore no stop di cervelli,scimmie, esperimenti su tamarri napoletani e cose del genere. Non so per quale strano motivo, finiamo a parlare della mia tesi, di Marcuse e dell'amico Marx: quando il discorso sfiora le vette sacre di Hegel io, istintivamente, mi guardo intorno e abbasso la voce.

Scoppio di risate generale e mia uscita su eventuali microspie presenti nel monolocale, poste da Trucchio (si può dire trucchio,vero?) ed Hegel-sensibili : in poche parole, secondo la nostra teoria, questi sensori lanciano segnali ad ultrasuoni direttamente collegati allo studio della Somma, nel caso in cui uno dei malcapitati avventori voglia osare pronunciare parola non perfettamente in accordo con la Fenomenologia dello Spirito.

Ovviamente, come sempre quando mi ritrovo con l'amicasandra, non rientro in casa prima delle 10 di sera.Metto su l'acqua per la pasta e mi accascio sul divano esausta, crollando a ronfare dopo circa due secondi e mezzo con ancora le paginette della pseudo-tesi strette al coraZon.

Oniriche visioni islandesi, ancora mi perseguitano....

Sarà stato politicamente corretto, scrivere di tutto questo? Sto rischiando la vita ad aver citato Hegel? O è forse il menzionare Giovanna d' Arco, che può mettere seriamente in pericolo il mio equilibrio psicofisico? E se nomini Sua Eccellentissima Santità per tre volte nella stessa pagina, poi ti appare in una visione mistica?

Sinceramente non lo so, ma temo fortemente ripercussioni sulla mia esistenza.

La vostra impavida, appassionata, MelissaTres.

Il Sommo Innominabile Olivo, marito di Oliva

venerdì, 08 giugno 2007

[Le magnifiche avventure di Melissa] : di professori,esami,tamarri e altri demoni

Buon pomeriggio,miei cari,appassionati,estranei (ma neppure tanto),lettori.

Oggi ho da raccontarvi un'altra,delle mie surreali,avvincenti,poco probabili giornate : per la serie MA CAPITANO TUTTE a me?

Non bastava il naso rifatto di nasoman,non bastavano lo sguardo secsi e le labbra corrucciate anni 30 di valcesso,non bastava il quizzettone di storia dell'arte moderna nel tetro studio di Naldi.Non bastavano i mufloni islandesi,gli sdoppiamenti di personalita,ER,e tutta l'allegra combriccola (già molto folta) di psicopatici che conosco.No.Tutto questo,non era ancora abbastanza.

Stamattina,mi sveglio alle sette.Ripasso i miei magnifici appunti di Deutsch Sprache.Bene.Alle dieci e un quarto sono in facoltà,aspetto si facciano le undici e arrivi il professore,per il tanto sospirato esame.Ma..cosa vedono i miei occhi fulgidi? L'ESAME E' STATO RIMANDATO A LUNEDI' UNDICI (data in cui debbo consegnare un lavoro per un seminario -devo dire molto attinente a ciò che studio ovvero FILOSOFIA- sulla donazione degli organi).

Bene.

Benissimo.E' un ANNO  che TENTO di dare questo cazzo di esame e il PROFESSORE NON SI PRESENTA.Ma perchè nessuno fa niente??? trovo la cosa allucinante.Nonostante i miei dolori mestruali(che mi hanno costretta ad inghiottire svariate pasticche antivomito-antisciatica-antimaldepanza-antistintiomicidi) rimango lì ad aspettare nuove,continuando,GIUSTAMENTE,CREDO,a bestemmiare.Incontro un tizio,il leccaculo del professore,NON laureato,NON competente ,NON assistente,mentre inveisco contro l'istituzione universitaria.

Il tizio va in escandescenze(MA PERCHE'???) alza la voce..io mi irrito..continua a non farmi parlare (si parlava di piani di studio) e mi scappa un " oh,ma sei scemo?".

L'AVESSI MAI FATTO.....

Questo si AVVENTA contro di me,al punto che il BIDELLO(non ricordo la definizione politicamente corretta della categoria,non me ne vogliate) l'ha dovuto trattenere dal mettermi le mani addosso.Cerca di spintonarmi,riesco a scansarlo. lo guardo con l'occhio sbarrato,di chi non capisce se è un incubo o cosa.Comincia a lanciarmi contro una serie d'improperi (stron** ,tro**,ecc ecc) intercalati da un "mo' ti butto giù per le scale".

....

....

Alle minacce di vario genere (cui io assistevo,basita) io rispondo con uno sguardo allucinato,sostenendo che non avevo nessunissima intenzione di andarmene,visto che aspettavo Peppe,(n'altro povero disgraziato che doveva fare l'esame) e non dovevo certo renderne conto.Peppe mi chiama,io mi avvio per le scale e gli accenno,ancora shockata all'accaduto.

Mi ritrovo il tizio urlante dietro le spalle,che mi seguiva per la rampa.

Non ho parole.

Comincio a pensare che sia io,perchè ste cose,non sono oggettivamente possibili.

Melissa,più basita che mai.

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categoria: esami, delirio, bestie strane


mercoledì, 23 maggio 2007

Mancheno

Oh salve ,miei beniamini : coraggiosi, estranei , navigatori cibernetici,postpunkedelici,psicosomatici lettori nonchè fan(vero???) del mio esoterico quanto inutilissimo blog. Finalmente ,sono tornata.

Che dire? Deutsche Sprache mi ha inghiottita,in questo ultimo periodo.Pensate che i nostri amici Sassoni (o Sassòni -nel senso di grossi sassi,poichè ,dovete sapere,che la lingua di questo popolo è PESANTE ed indigesta come un macigno preistorico dei flinstone) per dire respirare,dicono Atmen.

Curioso,poichè l'atmen,in Sanscrito(si,sto pensando all'esame di Religioni e filosofie dell'India-sottotitolo Hare Krishna om om : Berbonzo è un figo-) è l'anima,il respiro vitale.Bene...evitiamo ora di scadere in queste riflessioni linguistico-antropologico-fil-trascendent-gneosologic-abremagic e passiamo al concreto : ho fatto pacco all'Amico Lucio oggi.

L'amico Lucio è uno strano individuo,che vorrebbe trasferirsi da lingue-orientali-,a filosofia(ma perchè??? non sta bene in una facoltà NORMALE???).L'amico Lucio,credo si sia invaghito di Sandra,tantè,che di ritorno da casa sua,nel profondo sud,ha riportato una serie di dolcini,frutte e sollazzi,difficilmente reperibili qui nel relativamenteprofondosud.Fatto sta che oggi gli abbiamo(io e l'amica Sandra,si intende) tirato un bidone clamoroso: l'amica sandra,per andare al mare in posto non meglio identificato,nei pressi di Miseno,io,per lavarmi i capelli e fingere di studiare questo fottuto einZwei.Vabè..ineffetti,questa storia dell'amico lucio,mi rendo conto,è poco interessante.Forse,pure peggio del tedesco.

Intanto,mentre rifletto su cosa diamine scrivere,osservo le mie canne di bambù(si ne posseggo due,e le ho messe in un vasetto orrendo,sulla mensola bassa della mia camera.Non so come ci siano finite,ma so di sicuro che è colpa di Daniela).Mumble.

Vorrei poter fare un salto spaziotemporale,e andare direttamente al 2012,giusto per vedere che si dice..che gente ci sta..che sto facendo...ah,si potesse delegare la propria vita a qualcun'altro,sarebbe tutto più semplice.

Forse è meglio smetterla,di fissare quel bambù.

A proposito di bambù...i panda ne mangiano in quantità industriale.E sergio è un panda per definizione.Dunque...

che

sia

....

un presagio...?

Rifletto.

MANCHENO !

La risposta esoterica,del blog più massonico di Na e dintorni,mancheno.

postato da MelissaTrespass alle ore 19:58 | Permalink | commenti (1) / commenti (1) (pop-up)
categoria: varie, cazzate, esami, inutilità, tipi psicologici, lontra dopata, bestie strane


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Utente: MelissaTrespass
Nome: Vittoria di Samotracia
Un essere,un essente.Entità ontologica trascendentale.Immanente imminente.Disturbata laureanda ormai laureata.Nullità cava.Tautologia napoletana.Una che ama.


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