
As your bony fingers close around me
Mi sto perdendo.
Basta cazzate.
Non capisco.
Forse è il caldo,che fa male alla gente(magari aggiunto ad una buona dose di alcool): sono sconcertata.Così mi ritrovo a dover gestire l'ennesima (ma va !) magagna (non l'avrei mai detto..).
Non capisco se fosse rabbia,illucidità da bitter campari o tavernello,delirio notturno o cosa.Fatto sta,che ZACCHETE,la vostra Melissa Trespass,ha mietuto la sua ennesima vittima.O sono io ad essere vittima loro?
Non lo so.
So solo che tutto questo,mi fa sinceramente schifo.Sono indignata.
Vado a farmi due passi al virgiliano,ho deciso.Necessità d'un po' d'aria pura,al crepuscolo.E null'altro.In una calda domenica di giugno,con i piedi fracassati dalle mie fighissime decoltè begioline.
Certo che non me l'aspettavo.Il suo nome,tra l'altro ha un che d'ironico,viste le ultime vicende.Gli parlavo,ma,si vedeva,non era punto interessato,a ciò che dicevo.
Eppure,non capisco.Non credo di essere particolarmente bella...Chissà se woody allen,ha le mie stesse difficoltà: chiederò a sua figlia/moglie uantonfLittochan.
Eccoci lì,tutti e quattro.Io schiacciata sui sedili anteriori di quel cassettone a quattro ruote,con al mio fianco lui,quello di turno,e davanti la mia amica,l'altro a guidare.Una pioggia torrenziale,fitta e sottile,mi rendeva impossibile scorgere il paesaggio,grottescamente noir,dal mio finestrino appannato.A manovella ancora,come nelle vecchie auto,che quasi non si trovano più.Sbuffo e poi sorrido,calando lo sguardo sui rivestimenti marroncini ,in moquette,dei sedili.Lui mi parla,io non lo ascolto neppure.Sorrido trovando analogie con la vecchia Alfa di papà.
Chiudo gli occhi e finalmente,il cassettone imbocca un cancello alto,mezzo arruginito,che si apre in un cigolio su un vialetto di ghiaia sottile e bagnata.Come la pioggia e la nebbiolina umida che ci circonda.Ho caldo,e tra le salite e le discese del viale,cerco di non scivolare sulle suole piatte delle mie scarpe basse.Ogni tanto mi volto ad osservare la compagnia.Voglio solo un letto pulito e qualcosa da buttare nello stomaco.
Da bravi ospiti,sorridiamo tutti,se pure stanchi e sgradevoli con il nostro aspetto trasandato,in un trionfo di convenevoli e frasi d'occasione.E' il momento di separarci,e lui...cosa volete che mi chieda,lui? Ammiccante,sornione,come sempre viscido,mi domanda se ho intenzione di dividerne la camera da letto.L'osservo attenta,indecisa,quasi inconsciamente rassegnata,eppure è come se non riuscissi a distinguere i tratti di lui.Tutto poco nitido e sfocato,come durante il tragitto.Tutto noir.
Sorrido stentata,scuoto il capo e diniego.Comincio a salire un gradino,poi un secondo.La prima rampa.La seconda.Mi fermo sul pianerottolo,rimanendo in silenzio ad ascoltare: eccoli là,ognuno per conto suo.Ognuno con il suo partner domenicale,prefissato,preconfezionato.Prevedibile.Oh si,com'è tutto prevedibile.
Entro in una stanza,dal parquet chiaro,a liste,e richiudo la porta dietro di me.So che è la sua stanza.Sorrido,lei è già adagiata sul letto ad angolo.Osservo l'enorme libreria e mi ricordo di un discorso,fatto con lei,su quel mobile zeppo,quasi sovraccarico di roba.Mi dice che c'è una lista,dove posso trovare ciò che cerco.Lei,la figlia del padrone di casa.Non la guardo e mi concentro sui foglietti ordinati,rilegati,compilati a mano con inchiostro blu.Li sfilo dalla cartellina di plastica trasparente ,un po' satinata,che li contiene,ma non capisco molto.Sono tutti cifrati.Butto in un angolo il libretto,chiedendole che musica preferisca,che di sottofondo c'è qualcosa di melenso.Mi siedo a bordo letto.Un cenno d'intesa.Ogni tanto le sussurro qualcosa: per quanto sembri tenere le redini del gioco,sono passiva,come sempre.Con la mia ansia,di raccontare.
Ci vuole poco,troppo poco.E nello stesso istante in cui arriva,prepotente,con quel vago retrogusto di peccato,mi alzo di scatto,con la fronte pallida ,imperlata di sudore.Lo sguardo sbarrato.Scappare.
Sono le quattro di un afoso pomeriggio di giugno.Il sole a battere,centimetro dopo centimetro,l'asfalto deserto e desolante.Io trotto con la mia borsa arena portata di tre quarti su una spalla.Che strano,anche di questo percorso,le avevo raccontato.Mi infilo,con la mia tessera scaduta,all'interno del complesso sportivo.Un silenzio quasi opprimente.Opprimente,come quella sera.Come ieri sera.Mi fermo ad osservare la superficie dell'acqua clorata : non so neppure se ho ricordato di mettere o meno il costume,nella borsa.Cosa ci faccio lì,con la mia tessera scaduta,e senza asciugamani?
Mi guardo intorno spaesata,ed ecco che appare,un'amica bionda,che non ho mai conosciuto.Io so,che lei sa.Sa della mia tessera,e del mio asciugamano,e probabilmente,anche lei,si trova nella stessa situazione.Mi ammicca mostrandomi una rampa di scale,sotterranee ,che non avevo mai visto.Strano,le dico.Eppure sono anni che vengo qui,a nuotare.Scendiamo insieme,ed ecco che ci troviamo nella seconda piscina,del complesso.Una grande vasca,affollata di gente che fa acqua gym,e che scivola,senza soluzione di continuità,in un'altra,molto più profonda." Ecco" mi dice " i miei amici qui,fanno le prove d'immersione".Osservo tutti,fare movimenti strani,a me completamente ignoti,e scuoto il capo.Possibile non ci sia una corsia,una soltanto,libera,normale,dove possa far due bracciate?
Non ottengo risposta.A noi si uniscono altri tre o quattro ragazzi e chiacchieriamo.Ognuno di noi,scopriamo,ha velleità ed aspirazioni artistiche.Sogni malinconici,e un po' deludenti,quasi prematuramente accantonati,di un pugno di ex adolescenti.Ad uno di loro viene la brillante idea : dice che sa chi può aiutarci .Così usciamo dal complesso,ormai è tardi,quasi buio.Gli abiti sembrano quasi aver mutato forma,sotto quella luce crepuscolare.I miei capelli sono raccolti,elegantemente,dietro la nuca,fermati da un pettinino di strass.Come le dive d'altri tempi.Eppure io diva non sono.Giungiamo ad un palazzo,ci fermiamo sotto l'imponente portone novecentesco.Attendiamo risposta dal citofono gracchiante,le targhette scolorite dal tempo.Eccolo,il ragazzo alto e bruno,di una bellezza semplice e disarmante,pronuncia una parola.Sembra uno scioglilingua,qualcosa che non intendo,ma che sembra quasi a concerto,con il colore della sua cravatta.
Così saliamo le scale,sempre più storte,sempre più bislacche,oltre il cortiletto interno.Io a capo dell'onirica,circense truppa di giovani.Sui miei tacchi bassi ed eleganti.Scavalcando passamanerie.Compiendo passaggi,che non immaginavo sarei riuscita a superare.Ma dovevo.Se non sono mai stata agile,dovevo imparare ad esserlo : infondo io ero a capo,e loro seguivano me.Soprattutto il bel ragazzo con la cravatta. Finalmente,quella salita infinita,termina e quello che mi trovo di fronte è strano,bislacco : sembra l'ambientazione di un film di fellini.Ombre soffuse e calde,abat-jour.Lampade (che strano,anche di questo,con lei avevo parlato !) da terra,con grossi paralumi di broccato e tanto di frangia.Una donna,con un vestito di raso bronzo e i capelli,raccolti,ci da il benvenuto.Io rimango ferma a cavallo dell'ultima passamaneria,mentre lascio andare gli altri avanti.Osservo in silenzio,ma so,che lei,vuole me.Si avvicina e mi porge,gentile,con i suoi modi affabili e perfetti,un contratto.Si tratta di un corso di scenografia ,piuttosto costoso.Aggrotto la fronte e comincio a divenire sospettosa.Il prezzo non è conveniente,non ci sono garanzie,e la scenografia,non è mai stato esattamente il mio obiettivo.Eppure mi affascina.Così mi siedo intorno a quel tavolo di legno scuro e lucido,ovale.Minimalista e assurdamente retrò allo stesso tempo.In punti strategici eleganti,minuscole,coppette dai colori pastello,ricercati,di ceramica lucida e smaltata.Oh si,com'è tutto ricercato.
Mangio la frutta secca,e ascolto distratta le parole della donna,che ci illustra le mirabolanti prospettive della sua scuola d'arte .Una cineasta.O un'abile venditrice di fumo? in realtà non la sento neppure,sono troppo concentrata sui suoi tratti : è palese.Me ne accorgo soltanto ora,tra la carta di riso,e le lampade art decò.Sotto quei capelli biondi,il modo affabile,ricercato,sotto quel vestito di raso elegante,si cela il corpo di un uomo.Lo si vede bene,dai tratti del volto,nascosti dal trucco e dal cerone: ma come fanno gli altri a non vedere? Tutti sorridono,io li guardo in cerca di un minimo cenno di perplessità.Scruto alla disperata ricerca della più piccola incrinatura sui loro volti,della più celata perplessità.Nulla.
Torno ad osservare attonita l'uomo travestito e apro la bocca come a pronunciare parola.Lui mi guarda.Ha un fremito delle labbra dipinte.Deve aver capito.Mi passa un piccolo biglietto di carta di riso,con due righe,scritte sopra,mentre continuo ,meccanicamente,incredula,ad affondare le dita,nella coppetta dell'uva passa,molle,straordinariamente grande,e dipinta d'azzurro,per essere in tinta con ciò che la contiene.
"Sono senza un soldo". Questo il messaggio segreto ,passatomi dall'uomo travestito.Mi accorgo della sua miseria,la comprendo.Eppure non provo odio,solo infinita tenerezza,per quel vecchio grottescamente tramutatosi in donna,per sopravvivere.Rimango zitta,abbassando lo sguardo,sulla mia e sulla sua povertà.
Poi,il buio.
In un bagno di sudore,mi sveglio di soprassalto,con lo sguardo sbarrato sulla vicina,che innaffia le sue rose.
Ebbene si...sono ancora qua,non ho finito.Dopo il racconto breve,la N.d.A.(come sono profescional) è giunto il momento di sputare veleno.
Ah mia cara..ho capito.Ho capito proprio.Ecco perchè sei entrata là dentro,mo' se spiega.Ma a lei la verità l'hai raccontata?E chi lo sa.Sicuramente avrà lei pure qualcosa di più/di meglio/di tutto di me.Chissà cosa prova...ecco perchè.
Una tizia,ieri per un gioco idiota,mi ha riversato una catervata di insulti(sempre telematici,si intende) via msn.Oh oh..che coZa Fedono i miei oKKi?Addirittura tanto di nick allo pseudo vetriolo contro la sottoscritta?Uaaaaa ma questo SI che è un sommo onore : altro che nobel ! Altro che Oscar ! altro che premio migliortettabagnatadibaiadomizia ! Poi ovviamente,c'è il commento di quella ,che non perde occasione a sottolineare "chenonlasaluti" (sempre via msn) : il breve dialogo
Io : ciao; Lei : se non mi faccio sentire io...; Io : muta ; Lei : come stai ? ;Io : muta,il mio nick era "sto come una belva"; Io : male; Lei : lo studio ? ; Io : no; Lei : ah qualche ometto...!
Ora..TU SAI che MINCHIA E' SUCCESSO..per quale cazzo di motivo,la gente pensa,che i MIEI fottuti sentimenti siano TANTO fottutamente SUPERFICIALI?Ma che ho scritto in fronte? BARBIE?
Ma vaffanculo va..vaffanculo a tutto...Non sono gli episodi in sè..è tutto..tutto da mandare cordialmente e cortesemente a fanculo.Non ne posso più.
NON NE POSSO DAVVERO PIU'.
Eliminatemi.
Oh,Monde ignoble !
Parbleau ! Ohibò ! Uì sj suì catrìn denèv.
Mi ritiro a vita privata : l'immonda mondanità non fa per me.Oh misera,oh tapina ! Vado alla ricerca perduta dei coccobilli australiani.Degli australopitechi amazzonici.Gli studi di Cimatti,sulla mente e il linguaggio negli animali,mi sarà molto utile.Amate scimmie ! Amati coguari ! Attendetemi ansiosi : sto arrivando !
Fanculo a tutto.
Oh salve ,miei beniamini : coraggiosi, estranei , navigatori cibernetici,postpunkedelici,psicosomatici lettori nonchè fan(vero???) del mio esoterico quanto inutilissimo blog. Finalmente ,sono tornata.
Che dire? Deutsche Sprache mi ha inghiottita,in questo ultimo periodo.Pensate che i nostri amici Sassoni (o Sassòni -nel senso di grossi sassi,poichè ,dovete sapere,che la lingua di questo popolo è PESANTE ed indigesta come un macigno preistorico dei flinstone) per dire respirare,dicono Atmen.
Curioso,poichè l'atmen,in Sanscrito(si,sto pensando all'esame di Religioni e filosofie dell'India-sottotitolo Hare Krishna om om : Berbonzo è un figo-) è l'anima,il respiro vitale.Bene...evitiamo ora di scadere in queste riflessioni linguistico-antropologico-fil-trascendent-gneosologic-abremagic e passiamo al concreto : ho fatto pacco all'Amico Lucio oggi.
L'amico Lucio è uno strano individuo,che vorrebbe trasferirsi da lingue-orientali-,a filosofia(ma perchè??? non sta bene in una facoltà NORMALE???).L'amico Lucio,credo si sia invaghito di Sandra,tantè,che di ritorno da casa sua,nel profondo sud,ha riportato una serie di dolcini,frutte e sollazzi,difficilmente reperibili qui nel relativamenteprofondosud.Fatto sta che oggi gli abbiamo(io e l'amica Sandra,si intende) tirato un bidone clamoroso: l'amica sandra,per andare al mare in posto non meglio identificato,nei pressi di Miseno,io,per lavarmi i capelli e fingere di studiare questo fottuto einZwei.Vabè..ineffetti,questa storia dell'amico lucio,mi rendo conto,è poco interessante.Forse,pure peggio del tedesco.
Intanto,mentre rifletto su cosa diamine scrivere,osservo le mie canne di bambù(si ne posseggo due,e le ho messe in un vasetto orrendo,sulla mensola bassa della mia camera.Non so come ci siano finite,ma so di sicuro che è colpa di Daniela).Mumble.
Vorrei poter fare un salto spaziotemporale,e andare direttamente al 2012,giusto per vedere che si dice..che gente ci sta..che sto facendo...ah,si potesse delegare la propria vita a qualcun'altro,sarebbe tutto più semplice.
Forse è meglio smetterla,di fissare quel bambù.
A proposito di bambù...i panda ne mangiano in quantità industriale.E sergio è un panda per definizione.Dunque...
che
sia
....
un presagio...?
Rifletto.
MANCHENO !
La risposta esoterica,del blog più massonico di Na e dintorni,mancheno.