Tutto ciò che avreste voluto sapere...

...e non vi ho mai detto . Blog a carattere soteriologico/settario. Tutte le verità nascoste di MelissaTres e del suo mondo di psicopatici.
giovedì, 05 marzo 2009

Elenchi puntati

A volte è difficile fare i conti con sè stessi.



Questa l'ovvia premessa di quanto sto per raccontarvi o meglio raccontarmi in questo intervento voluto, odiato, temuto eppure ciò nonostante necessario.



Comincerò raccontando qualcosa di me.



Io ho venticinque anni, sono nata a napoli, vivo a bologna da circa un anno. Mi sono diplomata al liceo classico J. Sannazaro con votazione 99/100 e qualche bel litigio pseudo-rivoluzionario alle spalle, con il solito docente malevolo di turno. Come in ogni romanzo di formazione che si rispetti, del resto: in una cosa almeno, ho seguito il copione. Nella mia vita ho viaggiato discretamente, in generale mi piaceva (e mi piace) spostarmi) Sono del sagittario, ho perso la verginità a vent'anni. Il primo bacio l'ho dato a quindici. Da adolescente ero molto timida (lo sono ancora). Ho sofferto (?) di insicurezza patologica, il che cozza curiosamente con a) i vari corsi (o pseudo tali) di teatro frequentati; b) una certa vita "mondana" sviluppatasi nei primi anni di università.



Sono una persona estremamente curiosa, dall'intelligenza e la costanza mediocri, con un intuito abbastanza potente da permettermi la sopravvivenza. Ho avuto (e ho tutt'ora) la media del trenta all'università. Mi sono laureata con centodieci e calcio nel sedere accademico. Ho litigato con la mia relatrice. Mi piacciono i gdr. Non penso di essere bella (ma neanche un cesso, diciamocelo). Ho una relazione stabile da circa due anni e mezzo. Sono molto innamorata della persona con cui sto e a cui, tra l'altro debbo molto. Credo inoltre sia la mia prima relazione non totalmente sballata (del resto rappresenta tutt'ora un record imbattuto di durata temporale). Ho presentato una tesi in filosofia morale sul principio di responsabilità in E. Fromm. In questo momento sto studiando i due metodi principali per ottenere organismi viventi transgenici. Ho un rapporto d'amore/odio con la mia famiglia di origine. Mi reputo emotivamente poco stabile. Alla domanda "sei felice?" risponderei senz'altro si in questo momento, ma più che altro in senso comparativo e non assoluto. Sto cercando di capire cosa devo farne della mia vita, cosa essere, che attività svolgere, se comprare calzini blu piuttosto che rossi. Domande che mi assillano.



Una fissazione direi.



Tutto sommato però, mi camuffo abbastanza bene da persona seria e capace.

Non taglio mai i miei capelli oltre un tot, perchè mia madre da bambina me li teneva sempre cortissimi e mi si scambiava per un maschio. Questa cosa deve avermi segnata.

L'unico dato positivo di questo quadro della disperazione, è che, almeno, non ho mai avuto problematiche (psicologiche o meno) di natura sessuale (il che è una gran cosa).



Vorrei partire per il Nepal o il Portogallo. Partire in generale.



Ma alla fine sto sempre qua, nel mio monolocale 4x4 (metri).



Un tempo sapevo suonare uno strumento (ma ho completamente rimosso il tutto). Odio hegel con tutta l'anima e si, credo che padre maronno sia pù credibile. Ho paura di dire che ho scelto cosa fare nella vita. Ho un letto soppalcato e matrimoniale. Ho incontrato la Rita Levi Montalcini (ero in piazza del nettuno con due amiche a far commenti poco onorevoli su un paio di ragazzi adiacenti). Mi piace il nuoto. Ho praticato nuoto da bambina. Fino a circa 18-19 anni mi sono ritenuta un mostro. Non ho mai contratto esantematiche (se non un sospetto di rosolia a 25 anni). Soffrivo di bronchi da piccola.



Un tempo i miei capelli erano mossi.



Detesto gli intellettualoidi, detesto le cose belle e inutili, le artificiosità, a volte detesto anche me stessa - ma dura poco -. A cinque anni ero convinta che avrei vinto un nobel (uno qualsiasi). A 25 anni sono convinta che vincerò un posto alle poste.



Ma in realtà, logicamente, mento.



In realtà, dietro a questo elenco di cose che "sono", sto cercando di aggirare nuovamente lo specchio che ho tentato di mettermi di fronte. La domanda stavolta è la seguente: perchè a distanza di 8 anni ho ancora l'orticaria a vedere - anche solo in foto - pinco pallino?



La risposta è che probabilmente, la considero una macchia indelebile sul mio "curriculum", probabilmente considerando la summa di quello che credo di essere (ammesso e non concesso che creda ancora di "essere" qualcosa) e di poter diventare. Probabilmente. Ogni volta, quell'immagine, mi sbatte in faccia quello che penso di me, e cioè che ero (e probabilmente sono) un'idiota. Non sopporto comportamenti idioti, meno che mai ne tollero da parte di me stessa. Orgoglio: ecco credo si tratti di orgoglio e di una tacita ammissione di colpa.



Insomma un caso di reo-confesso facilmente archiviabile.



E ancora una volta cerco di aggirare il problema, facendo finta di non vederlo o tentando semplicemente di rimuoverlo: questo è palese sia dall'omissione del nome dell'imputato, sia per una tendenza generale a minimizzare, a dare poca importanza.



Invece, per quanto cretino, importante era, è stato, ed è inutile negarlo. Fa rabbia vedere sviliti i propri sentimenti, messi in pubblica piazza, ridicolizzati e resi spuri in questo modo.



È lo sbattere in faccia di un rifiuto, di qualcosa di non solo non ottenuto ma neppure provato ad ottenere. Insomma, l'emblema del mio fallimento, seppure adolescenziale. E no, non si dimenticano queste cose: sono ferite che bruciano anche a distanza di anni.



Si badi bene, non per non aver ottenuto quello che si desiderava (e che forse si voleva per mero capriccio, fissazione), ma per il semplice rendersi conto del proprio essere (stati) ridicoli.



E no, io con tutto il mio orgoglio, ho sempre cercato di non essere, o almeno apparire, patetica (nel senso ampio del termine).



Ed ecco che si presenta, dirompente, il desiderio di rivalsa (stupido ma irrefrenabile), di essere qualcuno, di essere sopra, di dire "ehi, mondo, ci sono anch'io ! ", ma, forse, più di tutto, di trovare un senso o un nesso, forse un locus dove potersi posizionare nell'esistenza, giacchè, a disdetta di tutto e tutti, non si è solo un numero o un libro o un'attività.



Ecco la mia ricerca del tempo perduto.



Perchè, nonostante tutti gli elenchi, io non sono la somma algebrica delle cose che ho fatto e delle persone che ho incontrato. E con forza spesso reclamo questo non-essere, non potendo tuttavia mai definire un essere che, nella sua sostanza e nella sua descrittiibilità, viene sempre a mancare.



Contraddizioni. Più che altro contro-sensi, perchè il senso se anche c'è (e c'è), rimane sempre in un non detto e in un non scritto.
lunedì, 07 gennaio 2008

Intermezzo - "Emergenza" Rifiuti a Napoli -

Dunque, non sono solita in questo blog, trattare di argomenti d'attualità a sfondo pseudo-sociale, pseudo-politico, pseudo-intellettualistico. Tutto questo andrebbe contro l'idea di base sottesa allo spazio da me creato, volutamente settario, di nicchia: topos- outopos dove sostanzialmente parlare dei cazzi miei. Tuttavia c'è qualcosa che ha forzatamente attirato la mia attenzione in questi giorni (direi che ha attirato l'attenzione indignata dell'intero globo terracqueo): l' Emergenza Rifiuti nel partenopeo. Se ne sta parlando da ore, da giorni, come se si trattasse di una "novità" portata dal nuovo anno. Eppure così non è. Ormai più che abituata ad un giornalismo italiano sempre più strillone, da mercato del pesce travestito da salotto bon-ton, onestamente non ho dato granchè peso alla "notizia" che di "nuovo" appunto ha ben poco. Io, giUovin signora laureata, abitante della "Napoli bene", quella che va da San Martino al Vomero, dalla Riviera di Chiaia al tres chic PosillipoDiUnPostoAlSole, ho pensato al solito specchietto per le allodole, alle solite polemiche, al solito allarmismo pre-elettorale da quattro soldi (visto che per l'opposizione si è ad un passo dalle elezioni anticipate da un anno e mezzo buono). Finchè non parlo con un amico mio, abitante della Napoli un po' meno bene...quella di Pianura, di Giugliano, di Scampia; posti che sembrano tanto lontani da farci esclamare davanti ai roboanti titoli dei giornali " ma questa non è Napoli ! " nelle più disparate occasioni. Più che di "un posto al sole" qua si sta parlando di "un posto sotto al sacchetto". Della spazzatura, ovviamente.

E' guerra civile.

Pare nessuno l'abbia ancora capito. Per me, emigrante travestita da specializzanda universitaria, bambocciona ventiquattrenne figlia di mammà e papà (certo non ho avuto la fortuna di essere nata per concezione immacolata come forse par voler suggerire un nostro amato ex presidente del consiglio, in merito alla propria ontogenesi) è stato un colpo dritto al cuore. E' guerra civile. E' insurrezione popolare, di cui nessuno pare aver capito (o abbia VOLUTO capire) le motivazioni.

Perchè Pianura (quartiere periferico di Napoli, per chi non ne fosse ancora a conoscenza) insorge, quindi? Riporto le notizie ricevute in diretta da un autoctono di questa nuova bidon-village: perchè non si vuole riaprire la vecchia discarica di Contrada Pisani già stracarica da decenni e a rischio di disastro ambientale. Intanto i rifiuti raggiungono in periferia i primi piani delle abitazioni, rischiando di soffocare (è proprio il caso di dirlo) anche la Napoli Bene (non sia mai !). I bambini non possono andare a scuola, gli adulti non riescono agevolmente a raggiungere i loro posti di lavoro. Si è paralizzata un'intera città a causa dei sacchetti: il tutto ha un che di vagamente surreale. Ma torniamo al centro del problema...abbiamo detto che s'è parlato di "emergenza" e di "notizia", lo ribadiamo, come se lo stato di cose fosse una novità per Napoli o per la Campania in generale. Per chi non volesse dar credito alla buona fede mia o degli altri abitanti della greca "città del sole e del mare" (attualmente entrambi invisibili causa monnezza), rimando ad episodio accadutomi nel pomeriggio.

Sono giorni che non faccio altro che sentire gente strillare, politici azzuffarsi, presidenti eliminare dal proprio vocabolario la parola "dimissioni". Giornali che sgomitano per un posto in prima fila davanti alle discariche assediate di turno, manco si trattasse del S. Carlo. Avvocati che gridano "è uno schifo", signore impellicciate che mugugnano "è una vergogna", sindaci che ripetono "io l'avevo detto". Ma nessuno che sappia spiegare con decenza e rigore le cause di Monnezzopoli (perdonatemi il neologismo poco chic). Per chi a Napoli ci vive da una vita e "certe cose le sa" e "le ha sempre sapute", ci vuol poco a capire che si tratta d'appalti truffaldini, di camorra e amministrazione corrotta e marcia alle sue basi. Ma i nostri Siori Giornalisti? Che ne parlano? Ma quando mai...E allora l'unica risorsa per provare a capirci qualcosa (non dico trovare una soluzione, eh...che noi cittadini possiamo trovare soluzioni? quello è compito di altri, del governo, dello stato, della provincia, dei preti, quello che volete voi, ma sempre di un Altro è il problema) è il ricorrere alla Santa Rete Internet, protettrice di quelli che "vogliono sapè". Faccio appunto un "giro in rete" e cosa trovo? Questo qui. Leggo, vado avanti e scorro le parole. Parole che sembrano "fresche di stampa", ma...ma cosa vedono i miei occhi? In calce la data riportata è quella di LUGLIO 2006 . Ma come, mi dico ? E questi che diamine stavano aspettando? che morissimo tutti di colera nel miglior folklore di tipo secentesco?

E signori, signore..che per caso o per fortuna, vi siete imbattuti in queste quattro righe, qua stiamo parlando di una testata giornalistica annomata "La Repubblica", mica di un giornaletto locale da quattro soldi ! E allora di che "Emergenza" si tratta, dunque?

Voglio riportare per la gioia di voi tutti, monnezzati letterati e non, l'etimologia del termine usato:  e|mer|gèn|za 1) l'emergere e il suo risultato; sporgenza (e ci sta tutto visto l'impressionante SPORGERE dei rifiuti dai loro cassonetti); 2) improvvisa difficoltà, situazione che impone di intervenire rapidamente.

Improvvisa? Alla faccia dell'improvviso: sono anni che l' "emergenza", come la chiamano loro, c'è, si fa sentire (è il caso di dirlo) proprio sotto il nostro naso. Lo subodoriamo anche noi, quelli della "Napoli bene". E allora il governo dove sta? le istituzioni che fine hanno fatto? Questo "intervento rapido" quando avevano intenzione di fornircelo?

E le signore di Pianura continuano a sventolare le loro ricevute di pagamento: ben 196 euro per un appartamento di 60mq in periferia. E i signori di Pianura, piazzati davanti alla discarica della vergogna, minacciano di far saltare la rete idrica di Napoli.

Ri|vo|lu|ziò|ne: necessaria conseguenza, alla reiterata presa per i fondelli da parte dell'ordine costituito.

Vittoria Cristiano, Monnezzopoli, 07/01/08.

Chi sono

Utente: MelissaTrespass
Nome: Vittoria di Samotracia
Un essere,un essente.Entità ontologica trascendentale.Immanente imminente.Disturbata laureanda ormai laureata.Nullità cava.Tautologia napoletana.Una che ama.


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