Dunque, non sono solita in questo blog, trattare di argomenti d'attualità a sfondo pseudo-sociale, pseudo-politico, pseudo-intellettualistico. Tutto questo andrebbe contro l'idea di base sottesa allo spazio da me creato, volutamente settario, di nicchia: topos- outopos dove sostanzialmente parlare dei cazzi miei. Tuttavia c'è qualcosa che ha forzatamente attirato la mia attenzione in questi giorni (direi che ha attirato l'attenzione indignata dell'intero globo terracqueo): l' Emergenza Rifiuti nel partenopeo. Se ne sta parlando da ore, da giorni, come se si trattasse di una "novità" portata dal nuovo anno. Eppure così non è. Ormai più che abituata ad un giornalismo italiano sempre più strillone, da mercato del pesce travestito da salotto bon-ton, onestamente non ho dato granchè peso alla "notizia" che di "nuovo" appunto ha ben poco. Io, giUovin signora laureata, abitante della "Napoli bene", quella che va da San Martino al Vomero, dalla Riviera di Chiaia al tres chic PosillipoDiUnPostoAlSole, ho pensato al solito specchietto per le allodole, alle solite polemiche, al solito allarmismo pre-elettorale da quattro soldi (visto che per l'opposizione si è ad un passo dalle elezioni anticipate da un anno e mezzo buono). Finchè non parlo con un amico mio, abitante della Napoli un po' meno bene...quella di Pianura, di Giugliano, di Scampia; posti che sembrano tanto lontani da farci esclamare davanti ai roboanti titoli dei giornali " ma questa non è Napoli ! " nelle più disparate occasioni. Più che di "un posto al sole" qua si sta parlando di "un posto sotto al sacchetto". Della spazzatura, ovviamente.
E' guerra civile.
Pare nessuno l'abbia ancora capito. Per me, emigrante travestita da specializzanda universitaria, bambocciona ventiquattrenne figlia di mammà e papà (certo non ho avuto la fortuna di essere nata per concezione immacolata come forse par voler suggerire un nostro amato ex presidente del consiglio, in merito alla propria ontogenesi) è stato un colpo dritto al cuore. E' guerra civile. E' insurrezione popolare, di cui nessuno pare aver capito (o abbia VOLUTO capire) le motivazioni.
Perchè Pianura (quartiere periferico di Napoli, per chi non ne fosse ancora a conoscenza) insorge, quindi? Riporto le notizie ricevute in diretta da un autoctono di questa nuova bidon-village: perchè non si vuole riaprire la vecchia discarica di Contrada Pisani già stracarica da decenni e a rischio di disastro ambientale. Intanto i rifiuti raggiungono in periferia i primi piani delle abitazioni, rischiando di soffocare (è proprio il caso di dirlo) anche la Napoli Bene (non sia mai !). I bambini non possono andare a scuola, gli adulti non riescono agevolmente a raggiungere i loro posti di lavoro. Si è paralizzata un'intera città a causa dei sacchetti: il tutto ha un che di vagamente surreale. Ma torniamo al centro del problema...abbiamo detto che s'è parlato di "emergenza" e di "notizia", lo ribadiamo, come se lo stato di cose fosse una novità per Napoli o per la Campania in generale. Per chi non volesse dar credito alla buona fede mia o degli altri abitanti della greca "città del sole e del mare" (attualmente entrambi invisibili causa monnezza), rimando ad episodio accadutomi nel pomeriggio.
Sono giorni che non faccio altro che sentire gente strillare, politici azzuffarsi, presidenti eliminare dal proprio vocabolario la parola "dimissioni". Giornali che sgomitano per un posto in prima fila davanti alle discariche assediate di turno, manco si trattasse del S. Carlo. Avvocati che gridano "è uno schifo", signore impellicciate che mugugnano "è una vergogna", sindaci che ripetono "io l'avevo detto". Ma nessuno che sappia spiegare con decenza e rigore le cause di Monnezzopoli (perdonatemi il neologismo poco chic). Per chi a Napoli ci vive da una vita e "certe cose le sa" e "le ha sempre sapute", ci vuol poco a capire che si tratta d'appalti truffaldini, di camorra e amministrazione corrotta e marcia alle sue basi. Ma i nostri Siori Giornalisti? Che ne parlano? Ma quando mai...E allora l'unica risorsa per provare a capirci qualcosa (non dico trovare una soluzione, eh...che noi cittadini possiamo trovare soluzioni? quello è compito di altri, del governo, dello stato, della provincia, dei preti, quello che volete voi, ma sempre di un Altro è il problema) è il ricorrere alla Santa Rete Internet, protettrice di quelli che "vogliono sapè". Faccio appunto un "giro in rete" e cosa trovo? Questo qui. Leggo, vado avanti e scorro le parole. Parole che sembrano "fresche di stampa", ma...ma cosa vedono i miei occhi? In calce la data riportata è quella di LUGLIO 2006 . Ma come, mi dico ? E questi che diamine stavano aspettando? che morissimo tutti di colera nel miglior folklore di tipo secentesco?
E signori, signore..che per caso o per fortuna, vi siete imbattuti in queste quattro righe, qua stiamo parlando di una testata giornalistica annomata "La Repubblica", mica di un giornaletto locale da quattro soldi ! E allora di che "Emergenza" si tratta, dunque?
Voglio riportare per la gioia di voi tutti, monnezzati letterati e non, l'etimologia del termine usato: e|mer|gèn|za 1) l'emergere e il suo risultato; sporgenza (e ci sta tutto visto l'impressionante SPORGERE dei rifiuti dai loro cassonetti); 2) improvvisa difficoltà, situazione che impone di intervenire rapidamente.
Improvvisa? Alla faccia dell'improvviso: sono anni che l' "emergenza", come la chiamano loro, c'è, si fa sentire (è il caso di dirlo) proprio sotto il nostro naso. Lo subodoriamo anche noi, quelli della "Napoli bene". E allora il governo dove sta? le istituzioni che fine hanno fatto? Questo "intervento rapido" quando avevano intenzione di fornircelo?
E le signore di Pianura continuano a sventolare le loro ricevute di pagamento: ben 196 euro per un appartamento di 60mq in periferia. E i signori di Pianura, piazzati davanti alla discarica della vergogna, minacciano di far saltare la rete idrica di Napoli.
Ri|vo|lu|ziò|ne: necessaria conseguenza, alla reiterata presa per i fondelli da parte dell'ordine costituito.
Vittoria Cristiano, Monnezzopoli, 07/01/08.